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FIR - FILI
Elena Ghielmini
2017
152 pp.
25 Fr./ 00 Euro
Il gatto dell'Ulivo

Chi si accinge a leggere questo libro, non troverà alcuna traccia dell’idillio alpestre che caratterizzò tanta poesia dialettale ovunque e particolarmente nel Canton Ticino. Seppur percepito con amorevole attenzione, il paesaggio della Ghielmini è reale, anche se si fa dimensione interiore e spazio metafisico. Non è quanto mai domestico il suo bestiario? Due passerotti infreddoliti, una lucertola e poi altre due, le formiche, il lombrico: niente zoologia fantastica, niente fauna esotica per uso di simbolo. Tuttavia i due passerotti si amano sotto la «benedizione della pioggia», al pari della lucertola cui batte il cuore in gola, mentre un’altra sta lì sullo zerbino solo per aspettare l’amica Elena... E il più semplice dei fiori, l’umile margherita, non diventa una sorella ideale della ginestra leopardiana, umile e coraggiosa come il fiore del deserto? Rovesciando altrove il ruolo tra signans e signatum, l’autrice rivela che le parole altro non sono che «foglie d’amore». Il suo occhio sembra oscillare tra il macrocosmo e il microcosmo, tra le lontananze siderali e i dettagli di un piccolo giardino, trascurando la misura media e grigia della normalità. C’è un Eden, per chi lo sa vedere, in quel di Sorengo, e c’è un che di francescano, in queste sommesse laudes creaturarum pronunciate senza enfasi, con un sentimento di umiltà e di incanto.
dalla prefazione di Pietro Gibellini

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