Il mio nome era 125

Matteo Beltrami

2019

168 pp.

I pedigreed

25.00 Fr./00.00 €
 
Molte sono le storie di bambini tolti con la forza alle famiglie e sottoposti a misure coercitive a scopi assistenziali in istituti dove molti hanno subito maltrattamenti e abusi, colpevoli solo di essere figli ‘illegittimi’ di donne povere e sole. Secondo il Consiglio federale queste tremende vessazioni sono durate fino al 1981 in Svizzera e contano più di 15.000 casi.
Questa procedura era poco conosciuta e solo negli ultimi anni è confluita fino al Gran Consiglio di Bellinzona per cui il presidente del governo Manuele Bertoli, ha ufficialmente espresso le scuse del Governo a quegli internati, allora bambini, che oggi sono ormai pensionati.
Tra questi bambini di allora, Piero Beltrami, il quale ancora oggi porta nell’anima i segni delle sofferenze e dei traumi subiti durante cinque anni della sua infanzia (dal 1954 al 1959) quando fu rinchiuso senza un motivo valido in un istituto ticinese, il von Mentlen di Bellinzona.

Ha voluto rivelare l’odissea vissuta da Piero Beltrami negli anni infantili, il figlio Matteo che è cresciuto ascoltando le sofferenze patite dal padre, ma nonostante la durezza del tema emerge dalla narrazione il potere della sopravvivenza e della magica resilienza umana.

 

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