L'ERETICO DI SOANA

Gerhart Hauptmann

2012

96 pp.

Gli gnomi d'oro del Generoso

28.00 Fr./00.00 €
 
Sono pochi gli abitanti di Rovio che conoscono il romanzo dello scrittore tedesco Gerhart Hauptmann, premio Nobel per la letteratura nel 1912, dal titolo L’eretico di Soana, pubblicato per la prima volta in italiano dall’editore Frassinelli e, successivamente, nel 1965, nella collana «Premi Nobel della letteratura», dai Fratelli Fabbri Editori. Eppure il romanzo è ambientato proprio in questo nostro villaggio di Rovio e la trama vede il protagonista, un giovane prete, muoversi, soffrire, vivere ed evolversi sullo sfondo di scenari spettacolari che noi roviesi ben conosciamo: dalla stupenda natura nella quale il villaggio è inserito alla chiesa, con la casa parrocchiale; dalla piazza al nucleo «con le case incastrate una dentro l’altra»; dalla chiesetta di San Vigilio a quella di Sant’ Agata; dal lavatoio comunale alle fontane di «Riaa», con la Madonna di Loreto che sovrasta i sarcofagi romani; dalla strada che sale verso «Soldino», «lastricata di ciottoli ormai levigati», al sentiero che porta alla così chiamata «Alpe della Croce», che è poi l’alpe di Melano, il tutto, come scrive l’autore, «sovrastato dal gigantesco monte Generoso ». E sarà proprio su quell’alpe che il giovane sacerdote don Francesco Vela (un nome evidentemente inventato ad arte quale pretesto per parlare del grande scultore Vincenzo Vela) incontrerà la famiglia proscritta (perché ritenuta incestuosa) dagli abitanti del paese e quindi la bellissima Agata, di cui si innamorerà perdutamente. La trama del romanzo di Hauptmann – ideata dopo una sua permanenza a Rovio ospite dell’albergo Monte Generoso (ora Parkhotel), costruito qualche anno prima e gestito dai signori Blank (allora rifornito di acqua proveniente dall’ariete posto in località «Tuc Tuc» lungo il ruscello della «Valletta»), dopo evidenti contatti avuti con la gente del luogo, in particolare con il curato allora don Carlo Grassi e il sindaco Carlo Bagutti (in quegli anni nell’albergo citato soggiornava saltuariamente anche lo scrittore Antonio Fogazzaro) – si riallaccia alla moda culturale di alcuni intellettuali tedeschi del tempo, ispirata al «Naturismo» (una cui colonia trovò sede sul Monte Verità di Ascona, celebrato da Hermann Hesse) e a una concezione erotico-panteista tendente a raggiungere la divinità in contrasto con i dogmi religiosi cristiani, una forma di eresia che servì poi a dare il titolo al libro. Lo scrittore senza dubbio venne informato anche delle superstizioni popolari ancora vive a quel tempo in paese: infatti, proprio ai piedi della cascata della Sovaglia, c’era un enorme masso di dolomia, chiamato «al tavulin di strii» (tavolo delle streghe), dove, secondo la leggenda, le streghe, insieme con il demonio, celebravano i Sabba. Non è quindi un caso che ponesse nelle vicinanze il capanno nel quale il giovane prete si unirà carnalmente con la giovane amante, quasi a definire questa abiura (quasi una «Messa nera»), una forma di satanismo collegata al filone di una certa cultura romantica, naturista e decadente delineatasi alla fine dell’Ottocento. A farci riscoprire, all’inizio del terzo millennio, questo suggestivo romanzo che parla del nostro villaggio (tradotto in italiano da Laura Balbiani con prefazione diLuisa Coeta) c’è voluto un nostro concittadino di origine patrizia appenzellese, Willi Inauen, artista orafo, che, con la moglie Maddalena, gemmologa, e il figlio Ivan,pure orafo, lavora a Mendrisio ma abita dal 1969 a Rovio nell’ex castello di Doragno, immerso in una suggestiva natura boschiva. L’ammirazione verso il grande scrittore e l’amore che sente per il suo paese di adozione sono state le motivazioni di fondo che hanno spinto questo nostro esimio concittadino a promuovere la riedizione de L’eretico di Soana. Il libro è impreziosito dalla riproduzione di quattro quadri che Willi Inauen ha realizzato, in onore del grande scrittore, dal titolo Credere, Amare, Vivere, Sperare, i cui simboli si riallacciano al settimo cubo della sua incomparabile Croce di Mendrisio, quadri creati in oro giallo con le figure di Iosen e Tusen su lastre di pietre preziose. Una creazione, questa, che non soltanto denota la capacità artistica e fantasiosa dell’orafo, ma soprattutto rivela il carattere, l’esuberante disponibilità e la grande umanità di Willi Inauen.
Angelo Frigerio

ISBN 978 8888 530 91 8

 

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