bonario demone

Giorgio Pasini

2013

48 pp.

Collanaédo

20-00.00 Fr./00.00.00 €
 
La poesia di Pasini è una poesia filosofica che pervade tutto il suo “io”, toccando i grandi temi dell’esistenza umana. La sua è una poesia impegnata, alcune volte autobiografica e altre volte di respiro universale. Pasini è un esistenzialista, che ha elaborato una propria personale visione di questa complessa corrente filosofica. Il suo esistenzialismo, infatti, è molto ardito, potendo sfociare in varie posizioni: da Kierkegaard a Sartre, e da Jaspers ad Abbagnano. La sua è una lingua molto vigorosa e precisa, ermetica e nello stesso tempo chiara. Per lui una stessa parola, pertanto, può assumere diversi significati e varie sfumature a seconda del contesto in cui è inserita, quasi fosse una pennellata di un pittore impressionista tra il “si vede” e il “si immagina”. Pasini vuole vedere oltre il fenomeno, oltre la realtà, per cogliere il noumeno e l’essenza delle cose. Egli non vuole fermarsi all’apparenza del reale, ma vuole coglierne l’anima, per smascherare gli inganni del mondo e mostrare agli uomini la verità. Solo così si ha per lui la vera poesia. Pasini giunge al cuore dell’esistenzialismo nella sua forma poetica. Egli è ben consapevole che ogni poesia può suscitare nel lettore emozioni e ricordi del tutto diversi da quelli provati dall’autore stesso, e per tale motivo non assegna alcun titolo alle sue poesie. Ogni lettore, in tal modo, può individuare nella poesia quelle sensazioni, emozioni, immagini o ricordi che vive in quel “suo” particolare momento della vita e in quella “sua” peculiare condizione umana. Le sue poesie, quindi, pur avendo una tematica generale, suscitano nel lettore idee e pensieri diversi, che possono dipendere sia dal tempo, sia dal vissuto personale. La poesia di Pasini diventa così un caleidoscopio della vita umana, che varia da persona a persona. E proprio questo è lo scopo a cui tende la sua poetica esistenzialista: egli non vuole condizionare i sentimenti del lettore, perché questi non deve sentirsi “obbligato” a provare quelle sensazioni che il titolo potrebbe suggerire, ma deve essere totalmente “libero” nel sentire le proprie personali emozioni. Molto interessante è, infine, anche il suo pensiero religioso. Nelle sue poesie Pasini si sente Cristiano, tuttavia egli è ora un po’ Cattolico, ora un po’ Riformato, ora un po’ Ortodosso. Egli solleva vari quesiti, vive numerosi dubbi, si interroga spesso, cerca delle valide risposte, e in questa sua posizione si sente una dura, seria, faticosa e sicuramente dolorosa ricerca teologica. Mi sembra di potere affermare, per concludere, che la poesia di Pasini si possa paragonare a un immenso e sempre limpido bacino d’acqua, nel quale si può certamente nuotare con sicurezza, ma – se non si sta bene attenti – si può anche annegare con molta facilità.
dalla prefazione di Belyj Medved’

 

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