Incontri poetici sui banchi di scuola

Allievi 2a C SM Locarno

2012

112 pp.

Diversi

20.00 Fr./00.00 €
 
D’incontri poetici, o meglio di scambi testuali, tratta la raccolta, come lo annuncia il titolo Incontri poetici sui banchi di scuola, frutto di un percorso di studio sulla poesia, in cui sono protagonisti gli allievi di una classe di seconda media e vari poeti ticinesi.
La raccolta è suddivisa in due parti. Nella prima parte troviamo le liriche ispirate alla natura o al mondo degli affetti, che i ragazzi sono stati invitati a comporre.
Le poesie, anche se a prima vista possono sembrare piuttosto spontanee, rappresentano il lavoro svolto sulla parola e sul ritmo. Le parole, fresche come sono i pensieri dei ragazzi a questa età, sono state pensate e ripensate; accostate in modo da creare dei suoni, dei ritmi e delle immagini suggestive: Per te che viaggi nel tempo / donando gioia e tristezza / scriviamo nel vento / i versi che ora respiri. / Per te / che di poesia vivi,/ onoriamo la memoria / il ricordo della mano / che carezza la pagina / per regalare altre emozioni.
Chiedere a questa classe, la seconda C delle scuole Medie di Locarno 2, di cimentarsi nella scrittura di poesie non è stato un esercizio sterile e inutile. Il risultato è stato sorprendente. Con molta sensibilità, nei loro versi, i ragazzi ci conducono attraverso un mondo in cui prevalgono sentimenti d’amicizia e d’amore. Sbocciati dalla contemplazione della natura, non vi mancano profonde riflessioni sul senso della vita, accenni alla morte, alla solitudine o alla paura dell’abbandono come espresso in questi versi: Mamma / con il tuo profumo /mi fai vibrare. / La tua voce un dolce suono. /“Mamma!” / la bocca implora / “non andare via”, / perché senza di te / io vivere non saprei.

La seconda parte del libro contiene le poesie e le interviste di alcuni poeti, che i ragazzi hanno contattato per la realizzazione della presente raccolta.
Fiduciosi del proprio lavoro e con la curiosità del bambino, i ragazzi si sono avvicinati ai poeti, sottoponendo loro i testi scritti in classe; intervistandoli e chiedendo loro delle poesie inedite o edite. Le risposte non si sono fatte attendere. Ne è nata una proficua corrispondenza, grazie alla quale, i ragazzi hanno sviluppato una concezione più matura della poesia e del suo ruolo. Hanno capito che “per trasformare una cosa vaga come l’ispirazione in uno scritto, ci vuole lavoro, cancellazioni, scavo, letture, studio” (Fabiano Alborghetti). Ma soprattutto hanno visto i poeti sotto un’altra luce: non più materia sterile sui libri di scuola, ma dinamici, interessanti, umani; hanno scoperto che i poeti possono occuparsi anche di cose quotidiane, di allievi per esempio (Fabio Pusterla), o che anche loro “durante certe lezioni noiose” […] facevano “scarabocchi sul foglio: disegnini e frasette rimate” (Gilberto Isella).

Per i ragazzi questo libro è stato un viaggio difficile ma emozionante alla scoperta di nuovi mezzi espressivi e della potenzialità del linguaggio poetico. Lo sforzo compiuto per portare a termine quest’avventura va senz’altro premiato e sostenuto. “La poesia forse non salva la vita, ma può essere una buona medicina per la vita; di sicuro la poesia salva la parola, aiuta a capire come è fatto il mondo, a scoprire i misteri dell'animo umano” (Ugo Petrini).

Dunja Torroni

 

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