SOTTOTERRA - Sopra

Guglielmo Volonterio

2011

168 pp.

I pedigreed

25.00 Fr./00.00 €
 
“Si chiama idioletto l’insieme degli usi linguistici caratteristici e propri di un singolo individuo o di un piccolo gruppo di parlanti”, recita il dizionario di Wikepedia.
E poche parole sono più adatte a descrivere la lingua di Guglielmo Volonterio.
È la prima cosa che colpisce chi legge i suoi racconti – un idioletto raffinato e, appunto, privato, composto di parole a volte desuete, a volte classiche, a volte terragnamente quotidiane, di una scelta di sorprendente franchezza, di quella sincerità che adesso chiamano (americanamente) candore, dell’impudicizia di chi ha dovuto impararne l’utilità che si traduce in parole.
Di questo ammirevole e ammirato intellettuale dai molti volti – il critico cinematografico, l’esperto di immagine elettronica, lo scrittore, il saggista – colpisce soprattutto il coraggio. Non semplicemente e non solo quello, notevole, che serve a vivere.
Ma quello di tentare strade inconsuete, di esperire, nei racconti di questa raccolta, una forma narrativa, un ritmo, uno “stile” composto impudicamente e senza abbellimenti dalla minuziosa registrazione degli stati d’animo, delle paure, delle reazioni, delle confidenze (attive), degli slittamenti degli umori, delle fantasie, dell’analisi quasi medica e spesso quasi contabile dello stato d’animo e fisico.
Questa scelta di un avventuroso idioletto che incorpora anche gli umori e i solecismi della lingua ticinese. Questa franchezza a volte perturbante. Questa scoperta sincerità di inquietudini e di timori per il presente e il futuro che Guglielmo Volonterio mette in scena con una preferenza per i dialoghi – e quindi elaborando il suo disagio nella messa in scena della sua “diversità” e dei suoi dolori, ma sempre giocando sul registro dell’ironia che nasce dall’assurdo della assoluta sincerità – sono la qualità maggiore di questi racconti, tutti profondamente legati dal filo rosso della autobiografia e dell’autoanalisi.
Il suo idioletto ci fa cadere in un vortice dove lo seguiamo con disagio, curiosità, dolore, qualche volta divertimento. In un mondo che non potrebbe essere altro che quello di Guglielmo Volonterio, ticinese, intellettuale scomodo, scrittore unico.
Irene Bignardi
Roma - luglio 2010

ISBN 978-88530-45-1

 

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